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Nata come una call lo scorso 8 marzo, “VI.VI. – Visualizing Violence” è diventato un percorso collettivo di esplorazione collettivo dei numeri, delle paure e delle evidenze sulla violenza di genere in Italia. Alla call hanno partecipato 11 artist* da tutta Italia, raccontando nei modi e stili più diversi, un fenomeno che ci attanaglia.

I dati che avevamo fornito nella call sono già mutati, in peggio. A un anno dal femminicidio di Giulia Cecchettin, che aveva scosso l’Italia portando migliaia di persone in piazza, a livello giuridico e di prevenzione poco è cambiato, come testimoniano i cinque femminicidi della penultima settimana di ottobre. Nel 2024 abbiamo già superato i 90 e nel 90% dei casi gli assassini si trovano nell’ambito familiare.

Un muro di nomi, cognomi, luoghi compare sulla pagina di Non Una Di Meno, unica realtà ufficiale a fornire dati aggiornati e annuali su femminicidi, lesbicidi e transicidi. 

 

Il mese di novembre è l’unico dei 12 ufficialmente dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza di genere, a livello internazionale. Ogni 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dalle Nazioni Unite con Risoluzione A/RES/48/104, in ricordo del terribile assassinio delle tre sorelle e attiviste Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal, avvenuto in Repubblica Dominicana durante il regime di Rafael Leonidas Trujillo nel 1960.

La violenza contro le donne viene definita dalla Dichiarazione ONU per l’eliminazione della violenza contro le donne del 1993 come “ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata”.

Cosa fare in una situazione di violenza o stalking:

Il 1522 è un servizio pubblico promosso dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il numero è gratuito, attivo 24 ore su 24 e accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

Centri antiviolenza e Case Rifugio

L’associazione D.i.Re – Donne in Rete Contro la Violenza riunisce in un unico progetto più di 88 organizzazioni di donne che affrontano il tema della violenza maschile sulle donne secondo l’ottica della differenza di genere. A questo link si possono consultare tutti i Centri Antiviolenza in Italia che aderiscono a D.i.Re. I Centri antiviolenza svolgono attività di consulenza psicologica, consulenza legale, gruppi di sostegno, formazione, promozione, sensibilizzazione e prevenzione, raccolta ed elaborazione dati, orientamento ed accompagnamento al lavoro, raccolta materiale bibliografico e documentario sui temi della violenza. Le Case rifugio, spesso ad indirizzo segreto, ospitano le donne ed i loro figli minorenni per un periodo di emergenza.

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